Il World Energy Outlook 2020 dell’Agenzia Internazionale dell’Energia prevede una sensibile crescita delle energie rinnovabili nei prossimi 20 anni, di pari passo con il tramonto dei combustibili fossili in vista del Carbon Neutral del 2035. Nelle economie avanzate tra cui l’UE l’analisi prevede un declino della domanda di gas entro il 2040, mentre evidenzia come i costi del solare fotovoltaico si siano sono ridotti notevolmente negli ultimi 10 anni, a tal punto da renderlo «una delle fonti di elettricità più economiche mai viste».
Per il carbone il picco di domanda che si è avuto nel 2014 non si presenterà più: nei prossimi cinque anni il 13% dell’energia prodotta dal carbone cesserà con la chiusura delle centrali in Usa e in Europa ed entro il 2040 il carbone scenderà sotto il 20% del mix energetico globale (nel 2019 era al 37%).
Per il petrolio l’abbandono non sarà altrettanto rapido: molto dipenderà dalle politiche che i Governi adotteranno per stimolare la ripresa post pandemia. Infatti, per espandere la presenza delle rinnovabili e rafforzare il sistema di distribuzione dell’energia elettrica, serviranno investimenti extra per 1000 miliardi di dollari l’anno.
L’impatto del Covid sull’energia è stato importante: «ha sconvolto il settore più di qualsiasi altro evento nella storia recente, lasciando un impatto che si sentirà ancora per molti anni: fino al 2030 la domanda di energia crescerà a un ritmo ridotto: dal +12% annuo atteso prima del Covid, la previsione è scesa al 9% e addirittura al 4% nel caso in cui la ripresa economica non fosse rapida».

Nello scenario delineato le energie pulite vincono sempre e comunque: defossilizziamoci (DeFox) è la parola d’ordine per gli anni a venire!

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